La popolazione “dimenticata” della Hazara division
12 settembre 2010
C’è una parte di popolazione colpita seriamente dalle alluvioni di luglio 2010 che non riceverà alcun aiuto. Né dal governo pakistano, né dalle organizzazioni internazionali. Il solo aiuto sul quale questa gente potrà contare sarà quello della propria comunità: anch’essa colpita dalla calamità. Questa parte di popolazione “dimenticata” potrà contare solo sulla solidarietà dei pakistani, gli unici a sapere della loro esistenza. Tra questa popolazione “dimenticata” vi sono coloro che vivono in Hazara division nella provincia del Khyber-Pakhtunkhwa e coloro che abitano le altissime montagne di tutti i distretti di questa provincia. Per gli abitanti delle alte catene montuose, la scarsa accessibilità ai luoghi gioca un fattore determinante. Ma per la popolazione dell’Hazara division è la politica che gioca un ruolo determinante. Il governo dei partiti islamici della provincia del Khyber-Pakhtunkhwa, infatti non è particolarmente solidale con questo distretto i cui abitanti non parlano Pakhtun ma Hindko, e non riconoscono il cambiamento di nome della provincia da NWFP a Khyber-Pakhtunkhwa, dal momento che il chiaro riferimento etnico nel nome non li rappresenta. Indipendentemente dalla validità delle “ragioni della politica” restano i racconti che Wazim mi ha fatto mentre visitavo il villaggio di Balakot (nell’Hazara division). Racconta Wazim “Dallo scorso 26 luglio, per sei giorni consecutivi non ha smesso di piovere un secondo a Balakot. Dalle ripidissime pendici delle montagne che coronano il villaggio è giunta a valle una incredibile quantità d’acqua che a causa della pendenza e quindi della velocità ha eroso parte delle montagne ma anche tutto ciò che trovava sul suo cammino: in particolare alberi, strade e sentieri, ponti, canali di irrigazione ed anche case. Si, case soprattutto quelle costruite lungo l’argine del fiume che attraversa Balakot, il fiume Kunhar il cui letto ha più che duplicato l’ampiezza e cambiato il suo corso”. “Ieri sera”, mi racconta Wazim, “amici mi hanno dato la triste notizia che cinque donne che abitano il mohallah che vedi li, sopra la montagna retrostante la mia casa, sono morte di parto. Nemmeno le jeep riescono ad accedere a quella zona ed il trasporto dei pazienti in ospedale diventa quasi impossibile”. Mohallah è il nome locale di piccoli raggruppamenti di case poco distanti dal cuore del villaggio..di cui mi accorgo di non avervi detto nulla. Ma chi ha memoria forse ricorderà questo nome: Balakot…già, non era il villaggio completamente distrutto dal terremoto del 2005? Qualche anno fa il nome di Balakot era su tutti i giornali, sui siti internet, nei reportage delle grandi televisioni. Era il 2005 e l’NWFP non si chiamava ancora Khyber-Pakhtunkhwa.
Kunhar, il nome del fiume che attraversa Balakot, significa “occhi guariti”, mi chiedo se guarendo i nostri occhi riusciremo a vedere e ad essere solidali anche con chi è dimenticato.
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