Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Sin dall’inizio del 2005 Iscos ha avviato attività di emergenza a sostegno alle vittime dello Tsunami in India. Gli effetti del maremoto sulle coste del Tamil Nadu sono stati profondi anche se oggetto di minore discussione da parte dei media locali ed internazionali. Le popolazioni colpite, in gran parte appartenenti alle caste più basse ed in prevalenza dedite alla pesca o all’agricoltura, hanno sofferto enormemente e si sono trovate ad affrontare una situazione di emergenza senza precedenti, vedendo assommata la tragedia quotidiana della povertà alla catastrofe naturale.
La presenza di Iscos in India e le attività legate allo tsunami sono state segnate da due momenti distinti: quello dell’emergenza vera e propria (da gennaio 2005 a luglio 2007) e quello del post-emergenza (da settembre del 2007 ad oggi).
In un primo momento le attività si sono concentrate nella ricostruzione e nella distribuzione di materiali per il ripristino delle attività economiche della popolazione colpita: imbarcazioni, camioncini e strumenti per la pesca ai pescatori ed avvio di attività economiche gestite dalle donne membri delle famiglie più colpite nelle zone rurali poco all’interno della costa: in particolare l’avvio di una impresa cooperativa di donne artigiane per la produzione di manufatti in fibre naturali.
Da questo primo intervento è emerso in maniera piuttosto netta il divario tra l’assistenza e gli aiuti forniti alle comunità costiere dei pescatori e quelle dell’area rurale retrostante la costa altrettanto colpite dalla catastrofe. La salinizzazione della terra aveva infatti provocato per le famiglie dei coltivatori del Tamil Nadu ed in particolare del distretto del Nagapattinam effetti pari ed in alcuni casi più gravi della distruzione delle imbarcazioni dei pescatori per le loro famiglie.
L’impossibilità di coltivare la terra per una popolazione che da questa traeva il solo sostentamento per la famiglia, metteva a rischio la sussistenza stessa delle famiglie. Inoltre l’assenza o la scarsissima conoscenza di tecniche di coltivazione agricola e di potenziamento della produzione (fertilizzazione organica, gestione dell’irrigazione, semine differenziate) rendeva ancor più labile e precaria la condizione delle famiglie di coltivatori.
La vulnerabilità dei coltivatori era anche risultato di una pressoché inesistente capacità di rappresentare i propri interessi e le proprie istanze nei confronti dei proprietari terrieri e delle istituzioni locali. Da ciò deriva una assoluta mancanza di partecipazioni dei coltivatori alla decisioni socio-economiche che li riguardavano. Il sindacato indiano per alcuni aspetti molto strutturato si presenta ancora debole in settori come quello agricolo difficili da organizzare e sindacalizzare. La collaborazione di Iscos con l’INRLF (sindacato degli agricoli affiliato a INTUC) ha permesso di analizzare più a fondo le esigenze e le priorità di questa parte negletta della popolazione – quella rurale – e sviluppare una nuova fase di interventi post-emergenza.
Nella seconda fase di intervento si è approfondita l’analisi sugli effetti di lungo periodo provocati dal maremoto espandendo le aree di intervento dal distretto del Nagapattinam a quelli di Cuddalore e di Kanchipuram; allo stesso tempo l'interesse si e' concentrato anche e soprattutto sulla condizione e i bisogni delle popolazioni rurali dei coltivatori senza terra, con particolare attenzioni tra questi della condizione delle donne, oltre che alle comunità legate alla pesca.
Si è sviluppato in tal modo un intervento articolato in una pluralità di distretti che ha coinvolto e continua a coinvolgere la partecipazione di una pluralità di partner per la realizzazione di una pluralità di attività con l'obiettivo principale di contribuire a rimuovere le cause strutturali della povertà e del disagio sociale, che espongono queste popolazioni a continui disastri di dimensioni locali ma pur sempre micidiali. Basta infatti una stagione delle piogge troppo lunga o insolitamente secca, una tempesta un po' più intensa del solito per causare distruzioni, perdita del raccolto o dei pochi mezzi di sussistenza: molti agricoltori hanno perso il raccolto perché la pioggia nel 2008 si è fermata un mese dopo il normale periodo.
La risposta a queste cause tradizionali di tragedie quotidiane e sottosviluppo è allora l'organizzazione, la mobilizzazione e la formazione delle varie comunità e gruppi sociali e l'offerta di spazi comuni di aggregazione per la discussione e condivisione dei problemi, come contributo alla crescita della comunità e verso maggiori forme di coesione sociale.
Nello specifico la seconda fase di intervento di Iscos si sta realizzando grazie alla collaborazione con agenzie (UN ILO - International Labour Organization) e ong internazionali (Ader-Francia), sindacati locali (INTUC e INRLF) e ong locali (PDA – People's Development Association; DFDL: District Federation for Dalit Liberation)
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In Nagappattinam - Iscos collabora con la ong PDA per il supporto di una vasta comunità costituita da 16 villaggi di pescatori e agricoltori nelle zone più duramente danneggiate dal maremoto del 2004, che è andato ad aggravare una situazione già estremamente precaria, fatta di povertà economica, assenza di infrastrutture basilari e problematiche sociali derivanti dal rigidissimo sistema delle caste.
Per rispondere a questa “stabile emergenza” il PDA attraverso la collaborazione con vari donatori ha negli anni scorsi costruito e ricostruito interi villaggi, centri di formazione, scuole e soprattutto organizzato 132 Self Help Groups (gruppi di auto-sostegno) formati mediamente da 20 donne, che, incontrandosi, discutono i comuni problemi che le affliggono; tra gli altri quelli famigliari, sanitari, e di emarginazione sociale delle molte vedove dopo lo tsunami.
Questi gruppi, attraverso prestiti e supporto organizzativo, intraprendono anche attività economiche autogestite che permettono loro di avere un piccolo reddito integrativo e usufruire di micro-credito in occasioni particolari - quali matrimoni, funerali o malattie - che richiedono l'esborso immediato di somme ingenti per queste persone, normalmente escluse dai circuiti tradizionali di credito, e che possono avere un impatto dirompente su nuclei familiari che gravitano, perlopiù con lavori stagionali e di manovalanza, intorno a redditi di 1 USD al giorno.
L'attività economica rappresenta un elemento centrale della strategia perché fornisce una motivazione pratica per l'incontro e offre risultati concreti a delle persone molto semplici scarsamente, o affatto, istruite.
Iscos è intervenuto per garantire a Self Help Groups (SFG) selezionati ulteriori possibilità' di sviluppo.
Un primo intervento finanziato da Iscos Piemonte e Regine Piemonte ha interessato 16 SHG che hanno ricevuto il capitale iniziale per aprire un conto e iniziare l'attività economica. Attività semplici come la produzione di fertilizzanti naturali, di tatches (rami di palma intrecciati e utilizzati ampiamente per i tetti delle capanne o le staccionate), di fibre di cocco, la compra-vendita di saree e sarong (gli abiti tradizionali) e tessuti di cotone e seta nella vicinanza di una famosa cattedrale della zona, la produzione di pickles (spezie molto usate in cucina) e di cashew nuts.
Nell'ambito dello stesso intervento è stata completata la costruzione e l'equipaggiamento di un centro di formazione e produzione agricola dove cooperative di agricoltori possono stoccare e processare i loro prodotti: masala e altre spezie, nocciole e noccioline, da cui si estrae principalmente olio, ecc. prima di venderli al mercato. Fiore all'occhiello dell'intervento e' rappresentato dall'essiccatore di pesce ad energia solare utilizzato secondo una turnazione dai SHG. Il centro dedica spazi anche alla formazione di vari altri gruppi.
Un secondo e più complesso intervento e' stato poi finanziato dal Comitato Tsunami Confindistria, CGIL, CISL, UIL che è in fase di realizzazione e si integra con il precedente.
Oltre alla costruzione di due centri comunitari per due dei villaggi più remoti e poveri dell'area (Kameshwaram e Vilundemavadi) principalmente riservati agli appartenenti alla casta dei Dalit e alle caste più basse delle società indiana, l'intervento si propone di formare le donne, membri di 5 Self Helps Groups, nella produzione e commercializzazione di prodotti artigianali che comprendono la produzione di fibre vegetali, sartoria e ricamo, lavorazione della carta, produzione della calzature in gomma e produzione di borse. Le donne ricevono macchinari e formazione sul loro corretto utilizzo e sui principi basilari della contabilità. All’avvio della produzione le donne ricevono il capitale iniziale per l'acquisto delle materie prime (tessuti, carta, cocco, gomma, ecc.).
Inoltre è previsto il sostegno a 5 associazioni di agricoltori che prevede aiuti economici (distribuzione di sementi e attrezzi) iniziali per riattivare la produzione, ma si concentra principalmente sulla formazione ai principi dell'agricoltura biologica e organica senza l'utilizzo di pesticidi e attraverso i metodi della preservazione e miglioramento della qualità organica del suolo.
La Seed Bank costituirà poi un elemento di maggiore sostenibilità per un'agricoltura generalmente appena aldilà della sussistenza e soggetta all'imprevedibilità ed alla violenza delle stagioni delle piogge. Gli agricoltori,attraverso loro rappresentanti e con il supporto del partner locale, potranno acquistare le sementi a credito restituendo il prestito dopo che il raccolto sarà stato commercializzato.
Il supporto ai gruppi di donne e agli agricoltori sono strettamente integrati poiché per le produzioni di fertilizzanti e quelle legate alla lavorazione della palma, alla trasformazione delle nocciole e altri prodotti agricoli, è condiviso l’utilizzo del centro di produzione e formazione che crea occasioni di interscambio economico sia per quanto riguarda le materie prime sia per la vendita e lo scambio di prodotti.
Il progetto coinvolge un totale di circa 470 beneficiari diretti (2300 indiretti) per le attività di agricoltura e di supporto ai gruppi di donne, mentre i centri sociali si stima verranno utilizzati da circa 6700 persone.
Kanchipuram si trova appena a sud di Chennai, capitale dello Stato del Tamil Nadu, anch'esso duramente colpito dal maremoto. Iscos con il supporto del Comitato Tsunami ha realizzato una serie integrata di attività di Capacity Building (rafforzamento delle capacità gestionali e progettuali di organizzazioni locali) e formazione sul micro-credito a favore di gruppi di donne in collaborazione con l'ong francese ADER ed il consorzio di ong locali DFDL.
L'intervento è sviluppato all'interno di uno più ampio che ha creato circa 100 Self Help Groups e alcune federazioni degli stessi, fornito prestiti e avviato attività di micro-credito secondo uno schema simile a quello sopra illustrato.
L'intervento di Iscos ha migliorato la formazione dello staff delle organizzazione locali e dei rappresentanti delle federazioni, integrandola ai temi di gestione e controllo delle attività' del micro-credito per assicurare la sostenibilità sul lungo periodo e la durata dei risultati raggiunti.
La formazione ha riguardato anche l'avvio e la gestione di attività economiche, l'accesso ai programmi governativi (in India il governo mette a disposizione discrete risorse, ma spesso i potenziali beneficiari e le loro organizzazioni non sono in grado di accedere a queste risorse), le tecniche amministrative e la contabilità, sia per lo staff sia per i leader dei SHG e delle loro federazioni. L'intervento si è svolto tra gennaio e maggio 2008 e ha riguardando circa 330 beneficiari diretti e 1500 indiretti di cui circa l'85% donne.
Cuddalore si trova a pochi chilometri a sud di Pondicherry, dove ha sede Iscos. Pur se l'area è stata meno vastamente colpita dal maremoto, la particolare conformazione della costa ha causato molti danni alle attività economiche, principalmente legate alla pesca, facendo perdere l'unica fonte di reddito a molte famiglie.
Dall’analisi delle condizioni di queste famiglie nasce la collaborazione di Iscos con ILO, INTUC e INRLF per fornire a circa 120 beneficiari (ex pescatori, giovani disoccupati, manovali e lavoratori delle aree rurali e donne) e alle loro famiglie un mezzo alternativo di sostentamento attraverso la formazione professionale e venire contemporaneamente incontro ai bisogni di una società, quella indiana, in rapido progresso e che tuttavia spesso sconta la mancanza di personale qualificato in vari settori, con il risultato di rallentare lo sviluppo e soprattutto di lasciar escluse dai benefici economici e sociali che ne derivano le fasce più basse (ovvero le caste più basse) della popolazione.
La formazione consiste in corsi brevi che assegnano diplomi in Office Automation e conoscenze informatiche di base, patenti di guida per automezzi e formazione di base per idraulici ed elettricisti.
Valeria Patruno e Davide Amurri (Iscos India)