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 Sradicamento del lavoro minorile, Guatemala...
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Un aiuto, che non coinvolga i popoli rendendoli protagonisti della loro emancipazione, rischia di trasformarsi in assistenzialismo senza sviluppo

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\\ Iscos Cisl Blog : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Dietro l’immagine da “Paradiso caraibico” promossa dai tour operator, si nascondono povertà e disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza

La Repubblica Dominicana, paese di circa 49.000 km2 è una Repubblica Presidenziale caratterizzata da un buon livello di democrazia e stabilità. La popolazione ufficiale ammonta a circa 9,6 milioni di abitanti ma, si stima, siano presenti sul territorio circa un milione di migranti illegali haitiani che sfuggono al normale censimento. Circa il 40% della popolazione vive nelle zone rurali e buona parte di essa è composta da piccoli proprietari terrieri. Negli ultimi anni, si sta registrando un preoccupante fenomeno di crescente urbanizzazione della zona costiera e delle città a discapito delle campagne, dovuta soprattutto alla ricerca d’impiego nei grandi resort e nei poli turistici cresciuti in maniera elefantiaca e non pianificata, soprattutto grazie a capitali ed investitori stranieri.

I piccoli proprietari terrieri, impegnati principalmente nella coltivazione di riso, banana e canna da zucchero, sono minacciati da un sistema produttivo che li impoverisce sempre di più. La concentrazione della ricchezza (la Repubblica Dominicana è uno dei paesi latinoamericani con maggiore disuguaglianza nella ridistribuzione delle risorse economiche), un accesso non competitivo al mercato regionale integrato con i paesi del centro e del nord America e, come sopra detto, l’impoverimento dei piccoli produttori, sono le conseguenze dirette di un modello di sviluppo che punta oggi principalmente sui servizi, dimenticando di investire sul settore primario, l’agricoltura, minacciando, conseguentemente, la sicurezza alimentare e il benessere di ampi strati di popolazione. La drammatica carenza e deficienza dell’istruzione, da quella primaria a quella tecnica e professionale, la scarsa rappresentatività della società civile organizzata, lo sfruttamento diffuso dei lavoratori haitiani immigrati e le difficoltà in cui versano attualmente le organizzazioni sindacali del mondo agricolo, sono concause del sottosviluppo del comparto rurale e dell’incremento dell’esodo giovanile. Peraltro, a fronte di un’alfabetizzazione dichiarata di circa l’85% (UNDP) della popolazione si registrano i livelli più bassi dell’America Latina, a parità di anni di studi effettuati, di reale apprendimento conseguito. Questo a causa di un sistema scolastico farraginoso e metodologicamente arretrato. Anche la mortalità infantile è ancora alta, con un livello di 27 decessi su 1.000 nanetisi raneamente ti, concentrati soprattutto nelle zone rurali. Le donne sono spesso oggetto di violenza intrafamiliare (Action AID) e comunque soffrono di una condizione di marginalità che rende loro impossibile ottenere un lavoro regolare ed emanciparsi. Ciò è concausa della forte prostituzione presente, di cui molta diretta a stranieri, cosa che tristemente fa della Repubblica Domenicana una delle mete “preferite” per il turismo sessuale internazionale.

In questo contesto l’ISCOS ha avviato, nel 2008, un progetto triennale, cofinanziato dal Ministero degli Affari Esteri Italiano dal titolo “Centro di formazione e assistenza per ragazzi vulnerabili provenienti da condizioni particolarmente svantaggiate nella Repubblica Dominicana”.

Nel primo anno di attività si è realizzato ad Higuey, città situata nella zona con maggiore sviluppo turistico del Paese, un centro di formazione teso a garantire assistenza ai beneficiari del progetto: ragazzi adolescenti, già in età lavorativa, provenienti da condizioni particolarmente disagiate, di povertà estrema e sfruttamento alle volte, purtroppo, anche sessuale.

La struttura provvederà alla tutela dei bisogni primari dei giovani: la garanzia di un vitto sicuro e sano, una sicura istruzione professionale nel settore alberghiero, una corretta assistenza sanitaria. Il tutto mirato a salvaguardare la crescita globale della persona.

Al termine del ciclo formativo e di recupero della persona, i beneficiari, saranno assistiti perché ottengano un lavoro dignitoso, in strutture turistiche dai comportamenti “virtuosi”, ovvero che abbiano firmato un accordo promosso da ISCOS in cui s’impegnano a rispettare la legislazione locale relativa ai diritti dei lavoratori, nonché a combattere il lavoro minorile e lo sfruttamento sessuale. A questo riguardo è coinvolta nel progetto un’associazione di albergatori locali, operanti nel settore in osservanza delle leggi e delle buone pratiche necessarie, che si è già impegnata ad assumere, al termine del progetto, i giovani formati.

Il centro è stato inaugurato il 20 marzo di quest’anno, alla presenza di autorità locali, della Cooperazione Italiana, nonché di Gabriel Del Rio, Segretario Generale della CASC e suo storico cofondatore. L’evento ha avuto una buona risonanza mediatica e servizi giornalistici sono apparsi su quotidiani ed emittenti televisive, sia locali che nazionali. Partner dominicano del progetto è la centrale sindacale CASC (Confederacion Autonoma Sindical Clasista), organizzazione strategica per implementare politiche di tutela del lavoro nell’area. La CASC è membro, come la CISL, dell’ITUC (International Trade Union Confederation) e conta più di 300.000 iscritti, cosa che lo fa essere una delle realtà sindacali più rappresentative dell’area centroamericana e caraibica. ISCOS e CASC stanno firmando, in questo momento, protocolli, con le entità statali dominicane deputate alla formazione professionale (INFOTEP), per garantire la sostenibilità, al termine del progetto, dell’iniziativa. Si sta inoltre definendo un accordo quadro di gemellaggio e collaborazione con il centro di formazione sindacale e professionale che la CASC, da oltre venti anni, ha realizzato e gestisce nella capitale del Paese, a Santo Domingo. L’INFAS, questo il nome del centro, è considerata, a livello nazionale, una struttura di eccellenza. Al suo interno si è formata la maggior parte degli attuali quadri dirigenti del sindacato dominicano. La prospettiva è, al termine del progetto dell’ISCOS, di replicare proprio l’assetto caratterizzante l’INFAS, ovvero continuare nell’attività di formazione professionale per giovani provenienti da gruppi vulnerabili e, contemporaneamente, dotare la struttura delle caratteristiche necessarie perché diventi la seconda “accademia sindacale” del Paese. Oggi infatti, tutta la zona del nordest dominicano, dove sorge il centro di formazione, è purtroppo esclusa dalla possibilità di avviare attività formative per supportare la crescita di quadri sindacali, sia a causa della distanza con la capitale che per la scarsità di risorse economiche da destinare allo scopo. Questo a fronte di un enorme aumento di posti di lavoro nell’area, dovuta alla crescita sproporzionata delle strutture ricettive ed alberghiere, cosa che rende necessaria una maggiore presenza del sindacato e delle tutele che questo può offrire. L’ISCOS, con la realizzazione del centro di Higuey, riprende quel cammino che ha caratterizzato buona parte della storia dell’Istituto in America Latina negli anni ’80: supportare la crescita democratica dei sindacati nei Paesi in Via di Sviluppo, offrendo il proprio supporto, anche, per creare strutture di formazione che possano diventare punti di riferimento delle Confederazioni locali. Solo per citare uno degli esempi più rappresentativi, basti pensare alla “Escola sindical 7 de outubro”, realizzata in Brasile dalla CISL e dalla CUT, dove sono stati formati la maggioranza dei quadri della Central Única dos Trabalhadores stessa, oggi in buona parte al governo della nazione con Lula.

Oltre al progetto in corso l’ISCOS, insieme alla FAI-CISL, sta per presentare al Ministero degli Affari esteri Italiano una nuova iniziativa dal titolo “Rafforzamento delle associazioni contadine al confine dominico-haitiano, sostegno all’emancipazione e tutela del lavoro migrante in ambito rurale, promozione dell’inclusione socioeconomica di giovani e donne e miglioramento della redditività delle produzioni agricole”. Il progetto nasce dall’esperienza avviata attraverso la collaborazione tra l’ISCOS e la FAI che, da anni, mantiene relazioni con la Federación de Ligas Agrarias Cristianas (FEDELAC), sindacato affiliato alla CASC e partner di questa iniziativa. L’obiettivo del progetto è contribuire al miglioramento delle condizioni socioeconomiche delle famiglie del settore rurale e dell’allevamento, promuovendo attività che consentano la generazione di reddito con una particolare considerazione per le donne, i giovani e i lavoratori migranti haitiani. La metodologia si propone di accompagnare un processo di rafforzamento produttivo, organizzativo e tecnico capace di intervenire in maniera concreta a favore del substrato più povero e vulnerabile della popolazione, anche, rafforzando le capacità istituzionali e organizzative dei dirigenti della FEDELAC e delle Federazioni intermedie, favorendone il processo di decentralizzazione e l'adozione di un approccio di sviluppo territoriale rurale. Solo in questo primo step si prevede che le famiglie beneficiarie direttamente dell’iniziativa saranno 19.000.

Un impegno, quello di ISCOS in Repubblica Dominicana, che sempre di più assume l’aspetto di un supporto a 360° delle attività di difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori nonché dei segmenti più vulnerabili della popolazione. La povertà e la disparità di accesso alle risorse nel Paese, nonostante l’immagine patinata da “Paradiso caraibico” che tour operator e agenzie viaggi promuovono, sono ben lungi, purtroppo, dall’essere ancora sconfitte.

 

 
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Oltre 1.000 bambini frequenteranno in Africa, nel Burundi, la scuola primaria di Butanuka, costruita con il finanziamento della Regione Sicilia grazie all'impegno dell'Iscos-Cisl della Sicilia.

La scuola, realizzata insieme al partner locale Biraturaba con il coinvolgimento diretto della popolazione, stata inaugurata il 28 gennaio 2008 alla presenza del Vice Ministro dell'Educazione del Burundi e di alcune autorit locali che hanno sottolineato l'importanza di questa iniziativa: un bene prezioso da coltivare e un segno di pace, in una provincia come Bubanza, considerata ancora oggi in situazione di emergenza.

In particolare il Governatore della Provincia, Pascal Nyabenda, ha sottolineato i bisogni enormi di quest'area invitando a proseguire l'impegno di cooperazione e solidariet.

Nel corso del 2008 la scuola primaria ha subito, purtroppo, un danno causato da un obice che ha colpito una parete e una parte del muro in cui situata la direzione didattica; intenzione dell'ISCOS-CISL Sicilia effettuare un intervento per riparare la scuola e dare un ulteriore contributo per fornire materiale didattico agli scolari (quaderni, matite e biro, ecc).

Completeremo, quindi, con un valore aggiunto lintervento che ha avuto un impatto molto positivo per la popolazione e per le stesse autorit burundesi.

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