Chi e Dove Progetti Sostienici Sede Nazionale Area Stampa Mappa del sitoLink Ricerca
Immagine
 Commercio equo e solidale, Mozambico...
"
Un aiuto, che non coinvolga i popoli rendendoli protagonisti della loro emancipazione, rischia di trasformarsi in assistenzialismo senza sviluppo

"
 
\\ Iscos Cisl Blog : Storico : VII Social Forum Mondiale - Nairobi 2007 (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.

di Gianni Italia - Presidente Iscos Cisl (del 12/02/2007 @ 17:48:11, in VII Social Forum Mondiale - Nairobi 2007 , linkato 1149 volte)

Già nel Forum “africano” di Bamako del 2006 era emersa un’anima più pragmatica. Questo Forum Sociale Mondiale di Nairobi ha espresso un forte messaggio non ideologico e un’esigenza di concretezza. Certo c’è stata la sottolineatura dei temi globali: dall’uso delle risorse naturali, alle nuove caratteristiche delle migrazioni, alle regole inique del commercio mondiale e ai condizionamenti della finanziarizzazione dell’economia, ma il “clima” che si è respirato è stato più pragmatico, teso ad affrontare con soluzioni ravvicinate e gestibili gli aspetti più penosi delle condizioni di vita e di lavoro delle popolazioni dei cosiddetti PVS.

C’è una nuova consapevolezza che se è vero che è questo tipo di globalizzazione e le politiche neoliberali che condizionano la povertà e il malessere sociale è altrettanto evidente che l’assenza di partecipazione e la forzata estraneità di miliardi di persone alle decisioni che le riguardano sono fattori che ne aggravano gli effetti. Da qui la convinzione diffusa che la lotta alla povertà, alle malattie endemiche deve essere affrontata sì con programmi ad hoc ma è essenziale, ai fini di una sostenibilità degli interventi, che si agisca anche e soprattutto sugli aspetti partecipativi e di autorganizzazione della società civile.

L’assenza di questi interventi, troppo spesso ignorati dalla cooperazione internazionale, pregiudica i possibili progressi sui temi più squisitamente assistenziali. Per questo è molto importante agire a sostegno della creazione e dello sviluppo di forti sindacati che sono parte essenziale della società civile organizzata. È evidente che c’è un gravissimo deficit di pratiche democratiche sia nella formazione dei gruppi dirigenti dei partiti e delle istituzioni della politica e la totale assenza del dialogo sociale come aspetto fondamentale di democrazie funzionanti. L’assenza di questi presupposti facilita la formazione di elite politiche spesso autoreferenziali tese alla conservazione del potere, spesso in affari con le elite economiche interne ed internazionali. Questi gruppi di potere, che si sono magari insediati con elezioni “democratiche”, non rispondono all’elettorato che non ha strumenti di controllo e di partecipazione. In questa situazione gli obiettivi di miglioramento delle condizioni sociali, scuola, sanità, case, accesso all’acqua e ai beni pubblici essenziali, vengono subordinati alle strategie di arricchimento personale e di gruppo.

È del tutto evidente che favorire la partecipazione dei cittadini attraverso l’associazionismo sociale, economico, ricreativo, religioso e culturale è innervare in questa società strumenti che “naturalmente” portano non solo ad una partecipazione dal basso ma anche di controllo democratico dei comportamenti dei governanti a tutti i livelli. E il sindacato può essere alla testa di questa “rivoluzione” per una nuova qualità della democrazia in Africa ma anche in altre aree del mondo.

L’Iscos come Ong, promossa da uno dei più grandi sindacati del mondo come la Cisl, ha già intrapreso questa strada. I programmi di rafforzamento dei sindacati e l’impegno per implementare pratiche condivise e istituzionalizzate di dialogo sociale vanno in questa direzione. Certo i nostri partner sindacali non ci chiedono solo di imparare come si iscrivono i lavoratori o come si fa la contrattazione. Vogliono essere degli attori sociali a tutto campo. Organizzando ad esempio cooperative in svariati settori economici, agricoltura, pesca, servizi, o essere messi in grado di dialogare sui temi della risoluzione dei conflitti e dell’attuazione dei diritti umani a partire da quelli dell’infanzia, di genere, degli anziani.

Nairobi ha confermato che è l’investimento per la creazione di una società civile organizzata, dove il sindacato si una forza importante, è il viatico per una partecipazione delle popolazioni alle decisioni che riguardano il loro destino. “Decent work, decent life” è il nuovo slogan della Confederazione internazionale dei sindacati. E la Cisl, con l’Iscos, c'è.

Gianni Italia

 

Il viso che campeggia sulla copertina del programma del Social Forum di Nairobi è quello di una donna Masai. E anche scorrendo gli eventi la parola “women”, donna, ricorre assai spesso, oltre a quella di “child”, bambino, forse a riprova del fatto di essere i soggetti che nel continente africano pagano il prezzo più alto delle condizioni di indigenza, povertà, sfruttamento che affliggono tanta parte della popolazione. Si percepisce anche, in questo continente giovane dalle mille contraddizioni, che le donne, assieme ai bambini, sono sì quelle ritenute più a rischio per quanto riguarda le condizioni di vita, ma anche la scommessa su cui far leva nella società civile e, seppur lentamente, anche in quella politica.

Un po’ di numeri ci aiutano a capire perché ovunque vediamo appiccicati volantini che richiamano iniziative di donne sui temi più disparati: negli anni ’90, dei 1,9 milioni di vittime dei conflitti dell’Africa subsahariana, il 63 % erano donne e bambini. A questo dato si aggiunge quello sulle violenze sessuali: a titolo esemplificativo in Congo, secondo le stime dell’Oms, almeno 40mila donne hanno conosciuto forme di violenza sessuale dall’inizio della guerra fino al 1998. Alla violenza dobbiamo aggiungere il traffico di persone: le donne sono “vendute” a titolo di prostituzione, lavori domestici o di arruolamento forzato nell’esercito. Inoltre: secondo l’Alto commissariato Onu, dei 6 milioni di rifugiati e dei 17 milioni di espatriati, più della metà sono donne. Quanto alla salute, il tasso di “mortalità maternale” è di 450 donne su 1000 bambini nell’Africa del Nord e di 130 su mille in quella subsahariana.

E l’Aids? E’ un tema molto trattato qui a Nairobi e non poteva essere altrimenti. Anche su questo fronte le donne sono più vulnerabili: contraggono il virus anche in seguito alle violenze e agli stupri di guerra e corrono il rischio 1,6 volte in più degli uomini di essere contagiate. In Africa subsahariana si stimano tra il 60 e l’80 % di donne con Aids, contagiate tramite il solo partner. E in campi meno “drammatici”? Nel lavoro remunerato, in 13 anni le donne occupate sono passate dal 31,5% al 35,8%. Nei parlamenti, nell’ Africa subsahariana tra il 90 e il 2005 le donne aumentano dal 7,2 al 14,2 (quasi meglio che in Italia …), e dal 2,6% all’8,5% in quella del Nord. Non è un caso, dunque, che qui a Nairobi siano presenti moltissimi gruppi, più o meno organizzati, che nelle loro realtà svolgono attività le più diverse con donne: educazione sanitaria, sessuale, sviluppo, microcredito, salvaguardia dell’ambiente, e la lista potrebbe continuare per molto.

Ultima nota su una categoria di donne, presenti “in massa” al social forum: le suore. Africane, bianche, orientali, latinoamericane, con o senza velo, vestite in grigio, in bianco, che instancabili vanno da un seminario all’altro, prendono appunti, spesso intervengono nel dibattito, quando non sono relatrici.

 

Si chiama Casa della Gioia ed è un centro pastorale della diocesi di Nairobi, che ogni tanto ospita iniziative di giovani kenioti. Costa mantenerla, ci dice Padre Daniele, e andrebbe ristrutturata. Certo, le persone che dormono qui in questi giorni del Forum non hanno le comodità dell’Hilton (stanze con letti a castello e bagni che non sono il massimo), però la casa sta in un parco che sembra un’oasi di pace a confronto con il caos che regna sovrano appena oltre il cancello.


Vi alloggiano circa una cinquantina di persone, ben 35 sono arrivate dalla provincia di Lecce (giovani, associazioni, e anche istituzioni locali). Arriviamo alle 8.45, e ci accolgono Felicetta, una collaboratrice di lunga data dei preti comboniani, e Antonietta, dell’associazione pugliese Huipalas (dal nome della sciarpetta degli indigeni ecuadoriani, indossata da padre Zanotelli), che sta vendendo i biglietti per la “maratona negli slums” del giorno 25. Tra gli eventi del social forum sono previste iniziative per far conoscere la condizione degli abitanti delle baraccopoli : oltre ai comboniani, alcune associazioni, tra cui le Acli, hanno organizzato iniziative in questi luoghi. Aspettiamo che arrivi Giulietto Chiesa, invitato dai comboniani, e affittiamo un matatu (pulmino / taxi collettivo). Meta: la St John Catholic Curch di Korogocho, una delle tante baraccopoli alla periferia di Nairobi, dove vivono circa 120 mila persone. Korogocho, in idioma kikuyu, significa “confusione”, e infatti vi si contano oltre 30 etnie. Il 35% della popolazione è sieropositiva, ma qui grazie ai comboniani e a molte Ong i farmaci retrovirali arrivano. In compenso la malaria, quasi assente nella Nairobi che sta a oltre 1600 metri di altezza, qui c’è.

Ma non è confusione quella che incontriamo mentre il matatu si fa largo nella stradina principale sterrata che attraversa la baraccopoli, è qualcosa che nessuna macchina fotografica potrebbe riprendere: migliaia di piccoli parallelepipedi di latta (le case….), tra e dietro le quali si intravedono strette e buie (nonostante il sole a picco) stradine nelle quali si disperde questa umanità senza voce. Si vedono anche parecchi “negozi”, commerci di tutti i tipi nella strada principale e persino una sorta di ambulatorio sanitario per la maternità. E ovunque giri lo sguardo, bambini: più o meno scalzi, più o meno sporchi, più o meno in movimento, più o meno sorridenti. Arriviamo e prima di entrare nell’anfiteatro, tra le bellezze del paesaggio “ammiriamo”, a nemmeno un chilometro, una delle tante discariche di Nairobi: le persone colpite dai miasmi, diossina compresa, ci dicono subito dopo, non sono solo quelle di Korogocho, ma arrivano a circa un milione. I padri comboniani sono qui dal 1990, e oggi, tra le tante cose, stanno lottando con le autorità locali per far chiudere la discarica, che esiste da molto tempo, ma in questa zona, trent’anni fa, non abitava nessuno. E’ già in corso l’iniziativa, l’anfiteatro è già quasi pieno, Zanotelli (ma qui tutti lo chiamano solo Alex), padre Daniele Moschetti, che ha preso il suo posto e oggi dirige la comunità, e molti africani e persone di altri continenti si alternano al microfono: si parla di terra, di acqua, di diritti, di dignità. Padre Paolo Latorre, giovane missionario di Andria a Korogocho da due anni e mezzo, due enormi occhi azzurri che contrastano con quelli liquidi e neri degli africani che gli stanno attorno, ci accoglie e pazientemente risponde alle nostre domande.

Tra i tanti progetti per i bambini, ne citiamo due in particolare: Napenda Kuisci OM, per il recupero di bambini che sniffano colla, e il Bomarescue Center, per bambini di strada. Altre attività riguardano gli alcolisti, e il recupero di donne prostitute, attraverso la costituzione di una cooperativa che ricicla i rifiuti della discarica: lo sminuzzamento del vetro rotto per fare nuove bottiglie, o il “carbone bianco” che si ottiene da scaglie di caffè e impasto di cartone. Padre Paolo si rammarica perché, dice, all’iniziativa ci sono molti occidentali e meno africani (che però arrivano man mano) e che occorre continuare il lavoro di sensibilizzazione. Ci parla di altre chiese presenti nella zona, però molto povere e che riescono solo a fare “coscientizzazione”. Un ragazzo, con molte mosche addosso (si vede che frequenta la discarica) sonnecchiava sdraiato in prima fila; dopo circa un ‘ ora, lo vedo sveglio con un piccolo contenitore di plastica attaccato al naso: ieri forse non avrei capito subito cosa faceva, oggi si. Gli interventi si susseguono, bambini ovunque, mamme con i loro neonati , l’atmosfera è carica di emozione. Padre Zanotelli fa l’ultimo intervento, dice una preghiera in swaihli, e invita tutti a tenersi per mano al canto di “We shall over come”, parecchi occhi lucidi e non solo.

Mentre tutti cantano, un gruppo di bambini – compreso quello che sniffava colla - tiene nelle mani alzate un piatto di terra rossa che viene man mano gettato al vento. Poi, una bella e incomprensibile canzone africana spezza l’emozione e riporta l’allegria (che in questo luogo è paradossalmente più palpabile che da noi). Un gruppo rock locale attacca con la musica e tutti si gettano a ballare, soprattutto donne e bambini, che a grappoli si appendono a noi “occidentali” per farsi fotografare. Presto accontentati, e qui viene buona l’unica bandiera della Cisl che oggi abbiamo nello zaino: tra vari tentativi e risa (difficile riprendere la scritta, perché tutti vogliono entrare nella foto) la bandiera se ne va sventolando sulle spalle di un ragazzino, tutto contento, a cui la regaliamo.

 

Uno dei temi ufficiali del Forum è il diritto al lavoro dignitoso, campagna mondiale promossa dall’Oil a seguito della ricerca sugli aspetti sociali della globalizzazione. Su questo tema si concentreranno le attività seminariali delle organizzazioni sindacali internazionali e nazionali, coordinate dalla Confederazione sindacale internazionale. I rappresentati di Cisl e di Iscos interverranno in particolare ai seguenti seminari:

  1. I sindacati come costruttori di pace: la sfida per le organizzazioni africane dei lavoratori nel XXI secolo (seminario cogestito Iscos - Cisl e Afro). Intervengono Gemma Arpaia e Dino Lorimer.
  2. Il lavoro dignitoso e i braccianti. Interviene Gianni Italia.
  3. Il lavoro minorile (seminario gestito da Federazione mondiale metalmeccanici). Interviene Cecilia Brighi.
  4. Contrattazione collettiva per l’alternativa alle condizioni neo-liberiste in Africa (organizzato da Labour research service sudafrica e Iscos). Interventi di Toni Zorzi e Tharcisse Gahungu.
  5. Organizzando l’economia informale: quale ruolo per i sindacati e quali forme organizzative?
  6.  

Inoltre, i rappresentati di Cisl e di Iscos interverranno, insieme alle Acli, a due seminari organizzati dal network del Consiglio ecumenico delle Chiese africane nelle baraccopoli di Nairobi. Verranno qui coinvolti realtà e servizi - quali chiese ed organizzazioni non governative locali - impegnati nel mondo del lavoro e, più in particolare, nel settore dell’economia informale. L’attività si concentrerà soprattutto sull’ascolto delle problematiche della realtà locale e sulla possibile interazione fra sindacato e altri enti. Informazioni e dettagli si trovano sul sito della Tavola per la Pace.

 

Il Forum Sociale Mondiale è una scelta fortemente simbolica per quello che l'Africa rappresenta nel contesto della globalizzazione. E' anche un segno di speranza per un futuro dell'Africa migliore dove, ad essere protagonista, non siano le guerre, la fame, le malattie o gli interessi delle multinazionali ma la società civile organizzata.


Far diventare protagonista della rinascita africana gli uomini e le donne è infatti l'obiettivo delle cooperazione internazionale, dei sindacati, della chiesa e di tutti coloro che si riconoscono nello slogan “un altro mondo è possibile” e si impegnano concretamente perché si realizzi. Un numeroso gruppo della Cisl formato da dirigenti di Usr,Ust, categorie e con la presenza dell' Iscos parteciperà a Forum Sociale mondiale portando l'esperienza, le idee e i valori della Cisl nei seminari ai quali parteciperanno.

La nostra presenza si concentrerà in due settori del Forum Sociale Mondiale. Innanzitutto nelle iniziative della Cis (la nuova centrale unitaria del sindacato mondiale) e della Ces. Il sindacato, con la collaborazione di Solidar, la rete delle Ong sociali della quale fa parte l'Iscos e la stessa Cis, ha organizzato tre giorni di incontri e dibattiti sul tema del “lavoro dignitoso” ai quali parteciperanno sia l'Ong che il Comitato Economico e Sociale della Ue. Nel seminario dal titolo "Lavoro decente e ambiente", il sottoscritto porterà le esperienze dell'Iscos nella cooperazione agricola, Toni Zorzi parlerà nel seminario “Contrattazione collettiva” e "strategie sindacali al neoliberalismo”: in questo seminario parteciperà anche un rappresentante della Cosybu sulla esperienza realizzata tramite l'Iscos nel suo paese.

Insieme ad Afro, l’Iscos organizza anche un seminario sul ruolo del sindacato nelle situazioni di conflitto sulla base delle proprie esperienze realizzate soprattutto in Africa. Inoltre, Cecilia Brighi parteciperà al seminario sul lavoro minorile e il lavoro dignitoso. Sarà impegnata anche in due seminari. Il primo, con la vice-ministra Patrizia Sentinelli sulla “Responsabilità sociale dell'impresa” e il secondo nell'ambito delle iniziative Oil-Cis. Inoltre il gruppo dei dirigenti Cisl sarà impegnato nell'ambito dei seminari organizzato dal Consiglio ecumenico della chiesa.

Gianni Alioti della Fim parteciperà al seminario sul “Ruolo del sindacato nella globalizzazione” mentre tutti parteciperanno agli incontri organizzati nella parrocchia delle bindonville di Nairobi dalle chiese locali. E' un intenso programma che, per la prima volta, vede la Cisl, attraverso i suoi dirigenti a tutti i livelli, protagonista in numerosi dibattiti. Andremo per portare le esperienze e le idee della Cisl ma anche per raccogliere nuove idee e nuovi stimoli per migliorare il nostro modo di fare il sindacato. Sarà anche una occasione per realizzare incontri ed un proficuo scambio di idee con i dirigenti sindacali dei numerosi sindacati e confederazioni sindacali nazionali presenti a Nairobi per la prima volta riuniti sotto la sigla Ituc o Cis per dirlo all'italiana.


Gianni Italia
Presidente Iscos Cisl

 
Pagine: 1 2

< giugno 2013 >
L
M
M
G
V
S
D
     
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
             


Titolo
Africa (30)
America Latina (13)
Area del Mediterraneo (1)
Asia (22)
Cina, un grande Paese sconosciuto (10)
Emergenza Alluvione Pakistan (6)
Emergenza Terremoto ad Haiti (3)
Europa dell'Est (1)
Giornata Mondiale del Lavoro Dignitoso 2008 (2)
Iniziative Italia (5)
ISCOS Bruxelles (4)
Pakistan, dopo l'alluvione (3)
Racconti in libertà (1)
Una finestra sul Mondo (2)
VII Social Forum Mondiale - Nairobi 2007 (9)

Catalogati per mese:
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013

Gli interventi pi letti

Ultimi commenti:
I agree. Nothing cou...
06/10/2011 @ 12:26:10
di womens north face clearance
I agree. Nothing cou...
06/10/2011 @ 12:26:04
di womens north face clearance
I agree. Nothing cou...
06/10/2011 @ 12:26:01
di womens north face clearance

Titolo
Africa (5)
America Latina (5)

Le fotografie pi viste





19/06/2013 @ 1.55.05
script eseguito in 63 ms


Network Ituc - Csi csi Etuc - Ces Ces Concord Ong Italiane
Sostenitori

©2006 ISCOS Istituto Sindacale per la Cooperazione e lo Sviluppo