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Venezuela

ANCORA A RISCHIO LA LIBERTÀ DI INFORMAZIONE

La vicenda è di quelle ingarbugliate e se si aggiunge il fatto che il tutto avviene in un Paese complicato come il Venezuela, si può iniziare a capire come una questione “interna”, possa diventare di attenzione internazionale. Sarà utile procedere con ordine.

A mezzanotte di sabato 24 gennaio il canale venezuelano Rctvi, media tra i più seguiti del Paese, insieme ad altre cinque emittenti meno importanti, vengono oscurati su provvedimento dell’ente governativo Conatel (Comisión Nacional de Telecomunicaciones). I sei canali erano rei di aver contravvenuto alla legge sulle telecomunicazioni che obbliga le TV nazionali a trasmettere i messaggi presidenziali quindi, in questo caso, di Hugo Chavez.

Il provvedimento ha scatenato la protesta di numerosi cittadini, studenti e giovani in primis, soprattutto di chi già era critico nei confronti del Presidente della nazione. Le manifestazioni, tenutesi nella capitale e in altre città, hanno registrato due morti, a causa di corpi di armi da fuoco esplosi da ambo le parti, nonché numerosi feriti. Questi eventi, oltre ad un’attenzione internazionale, ad esempio di Francia, Spagna, Canada, USA, critica nei confronti dell’oscuramento, ha portato il Conatel a tornare parzialmente sui propri passi, autorizzando con un escamotage la ripresa delle trasmissioni per Tv Chile e per due emittenti del gruppo messicano Televisa, ovvero tre delle sei emittenti coinvolte. Fuori dalla riabilitazione ancora Rctvi, il canale che maggiormente dava voce agli oppositori di Chavez e che, peraltro, a causa delle pressioni subite, già dal 2007 trasmetteva da Miami ed esclusivamente via cavo.

Non è la prima volta che il governo di Chavez causa l’oscuramento di media e la Commissione Interamericana per i Diritti Umani, organismo dell’OSA (Organizzazione degli Stati Americani), nei giorni scorsi, aveva stigmatizzato quanto accaduto richiamando il Venezuela al rispetto della libertà d’informazione.

Senza voler essere partitari e pro o contro la proclamata “rivoluzione bolivariana” promossa dallo stesso Presidente del Venezuela, quello che è certo è che in una democrazia compiuta non dovrebbe sussistere la possibilità di controllare totalmente i mezzi d’informazione. Il Venezuela è oggi un Paese di difficile lettura in un contesto, quello dell’America Latina dove concetti come destra e sinistra stanno sempre più perdendo significato a favore di analisi in cui si comincia a parlare maggiormente di buoni o cattivi governi. Esemplificativo è il fatto che in questi giorni il Presidente del Brasile Luiz Inacio da Silva, detto Lula, è stato acclamato al foro Sociale mondiale di Porto Alegre anche dagli esponenti della sinistra più radicale e, nei prossimi giorni, riceverà un premio per il suo operato di statista dal Forum economico di Davos che sicuramente non è rappresentanza del movimento NoGlobal.

Miracolo o solo capacità di governare con equilibrio?